Lo sviluppo della coscienza.
(Ventiduesima lezione del Maestro, tenuta davanti alla classe Occulta generale
il 27 luglio 1922, giovedì, a Tsamkoria).
Preghiera segreta
Prima sono stati letti i lavori degli allievi sul tema: “Il modo più giusto per
crearsi il volere”.
Dopo di che il fratello Rustcev ha letto il tema sul mondo fisico.
Parlerò poco sullo sviluppo della coscienza. In questo caso prendo la coscienza
in generale. Se prendiamo dal bulgaro la parola “saznanie”, ovvero coscienza,
questa è formata dalla congiunzione “s” e dal sostantivo “znanie”, ovvero
sapienza. Significa camminare con sapienza, sapere qualcosa, essere cosciente di
qualcosa. In questo c’è un carattere spirituale: significa poter
contemporaneamente essere cosciente dell’esistenza di due diversi stati, in
altre parole essere cosciente di che cosa è giusto e che cosa è sbagliato, fare
la differenza tra i due stati, saper conoscere la differenza tra un pensiero
giusto e un pensiero sbagliato.
Ora, parlandovi della coscienza, qualcuno di voi può essere tra coloro che amano
la musica e dire: ” La musica è una cosa molto bella”, ma non sa individuare
quale delle sue parti è veramente bella, non può fare la differenza tra i
diversi toni. Se mancano i toni, e non siete in grado di capirlo, capite solo le
cose in generale, invece un musicista professionista sente dove c’è errore, può
capire con il suo orecchio.
Adesso voi, gli allievi occulti, se non siete in grado di capire queste
differenze nella coscienza, come i musicisti, non potete essere allievi. Bene,
io adesso vi tradurrò il tema dal punto di vista occulto: se io disegno una
chiave di violino sul pentagramma e se sotto la prima linea metto uno zero senza
coda, avrò una nota intera. Ammettiamo che, da questa nota intera io ne metta
un'altra- quarta, poi dopo un'altra –ottava, dopo di che ancora un'altra intera,
e poi una mezza nota e cosi via.
Adesso questa quarta nota forse si vanterà che sta vicino a quella nota intera?
Qualche volta voi, gli allievi occulti, sento che pensate in questo modo- quando
la nota piccola sta vicina a quella grande. No, voi dovete guardare che tono può
avere se unita nell’insieme e quale componimento può raggiungere in
quest’armonia con la prima nota, e quale espressione può dare nel mettere
insieme tutte le note. E in voi c’è sempre la domanda dove vi trovate rispetto
alla grande nota, quanto siete lontani da lei.
Qualche volta vi sembra di essere ad un passo, a due, a tre passi da lei e
parlate tra voi: “Siamo già lontani”. Questo non è il modo musicale di vedere le
cose. Quella nota, che può dare espressione, può essere molto lontano da quella
nota intera, dalla prima nota, può essere anche a qualche pagina di distanza
dalla prima, ma dà ancora il meglio nell’esprimersi. E notate che, nella musica
militare, nella musica di lotta, quando si fa la guerra, si dà sempre
l’espressione più alta, che turba l’uomo, mentre nella musica minore si inizia
piano piano, dopo ci si alza e infine si arriva al maggiore, poi si scende, ci
si abbassa. Nella musica maggiore non è cosi.
Ora, se voi come allievi volete avere uno sviluppo giusto, dovrete capire la
vita nelle sue giuste proporzioni- così come l’ha fatta Dio. Voi ogni giorno
siete note e ogni giorno quando andate a letto e vi svegliate non siete nella
stessa gamma. Per esempio, io come vostro maestro e voi come miei allievi non
sarete da me domani così come siete oggi; pensate, che sarà lo stesso – no, le
proporzioni saranno ben altre. C’è una forza interna, che mette ordine nella
vita, non dipende dal vostro desiderio, non dipende da dove mettere la nota, ma
dipende dal musicista. E voi non avete diritto di dire: ”Perché mi hanno messo
su o giù?”- in ogni posto dovete svolgere il vostro ruolo. Su o giù, sopra o
sotto, come la nota intera o quella a metà, come ottavo o sedicesimo, come
trentaduesimo o sessantaquattresimo, nel tamburo o nell’altro strumento, voi
dovete unirvi in uno, anche se non si sentono i vostri colpi, non pensiate che
non abbia senso.
Perché nella coscienza della quale vi parlo, c’è un’altra coscienza- quella
divina, la vostra coscienza deve essere come un’eco. Non siete voi l’obiettivo
del mondo, il mondo non è creato per voi- questo mondo è fatto per il
divertimento di Dio e i giocattoli di questo divertimento sono le persone. In
altre parole voi siete giocattoli nel divertimento di Dio.
Adesso voi dite: “Noi in questo perfezionamento….”In che cosa consiste il
perfezionamento? Nel conoscere Dio. Come conoscete Dio, in che cosa? – Nel suo
amore. Bene, l’avete conosciuto nel suo amore?- “E nella sua saggezza”.- L’avete
conosciuto nella sua saggezza?- “E nella sua verità”.- L’avete conosciuto nella
sua verità?-.“Nella virtù”- L’avete conosciuto nella sua virtù?- No, solo in
parte.
Quando la sua verità si applica su di voi dite: ”Non c’è alcun senso”; quando il
suo amore appare in voi dite: ”Non c’è alcun senso”; quando la sua saggezza si
manifesta nelle sue più alte forme dite: ” E troppo complicato, non è per noi”;
quando la verità viene alla luce dite: ”Non è per i nostri occhi!” Io chiedo in
questa vostra coscienza d’allievi: che cosa potete sapere? Di conseguenza tutti
voi dovete volere, che la vostra coscienza sia armonizzata, in altre parole che
nella vostra coscienza avvenga una giusta riflessione di tutti pensieri divini,
di tutti sentimenti divini, di tutte le azioni divine.
Questa è una salvezza per l’uomo. Io lo chiamo anche in un altro modo: rendere
limpida la coscienza umana.
Tutto si può riflettere nella coscienza umana – la coscienza è come l’acqua
limpida, nella quale tutto si può riflettere. E in questo riflesso noi vediamo
com’è fatto il mondo.
Ora, io vi seguo, vi osservo: voi vi occupate delle cose che avete vissuto tante
volte. Per esempio adesso vi preoccupate di che cosa mangerete, che cosa
cucinerete. Ma di questo se ne occupa anche il lupo- troverà da mangiare oggi o
no? Anche l’uccellino pensa per il cibo. Se noi diventassimo come l’uccellino,
che non ha il nostro cervello e ci preoccupassimo, che cosa sarebbe alla fine?
E’ previsto che il vostro cibo ci sia - Dio ha previsto e se lo capirai, lo
troverai giusto in tempo: se capirai la sua lingua, lo troverai. Mettiamola così,
avete capito che da Sofia vi hanno mandato un pacco, in una lettera a parte vi
hanno scritto per il pacco, ma voi non avete ricevuto la lettera, solo il pacco:
sapete che il pacco è venuto, ma non potete prenderlo.
E adesso nella scienza occulta ognuno deve cercare di imparare la lingua divina.
Che cosa significa parlare la lingua divina? Adesso, ad un allievo insegno la
lingua divina per la prima volta e a lui sembra strana, gli insegno la prima
lettera della lingua divina. Ha il suo alfabeto questa lingua, che vi s’insegna
ogni giorno. E per questo che noi preghiamo, crediamo, amiamo, questi sono solo
i mezzi per la traduzione della lingua divina e per capire la sua forza.
Se mi si chiedete perché esiste l’amore, è per imparare la lingua divina; se mi
si chiedete perché esiste la fede, è per imparare la lingua divina; perché
esiste la saggezza, per imparare la lingua divina; perché esiste la verità, per
imparare la lingua divina. Quando imparerete questa lingua, la vostra vita
troverà il suo senso.
Voi, per esempio, molto spesso ve lo chiedete e vi viene il desiderio, volete
che vi amino e che vi vogliano bene. Vi chiedo se vi rendete conto che cosa
significa amare e voler bene. Ora, quando amate qualcuno, pensate all’amore in
questo modo: farete un vestito, qualche regalo, una casa, gli comprerete un
cavallo, gli darete i soldi, se si tratta di vostro figlio gli darete qualcosa
di più.
Così mostrate in modo esteriore il vostro amore, ma questo non è amore.
Immaginate di essere il mio onesto servo e che lasci a vostra disposizione la
mia casa, i miei cavalli, per dieci, vent’anni e che io vada da qualche parte e
quando torno riprenda indietro le mie cose: pensate che lo farò per amore vostro?
No, lo farò per amore per me stesso.
Ora, voi madri, vi vantate che avete un amore ideale, di amare i vostri bambini
in modo disinteressato. Che bello, io non dubito che abbiate amore
disinteressato, ma perché amate i vostri bambini? Forse perché un giorno quando
sarete vecchie, vostro figlio sarà una persona importante, e si prenderà cura di
voi. Avete una figlia e la amate; perché?
Perchè quando lei diventerà grande, sposi un genero colto per aiutarvi. Siete in
grado di affermare che non è così? Non potete convincermi nel contrario. In
tutti vostri pensieri c’è l’interesse, un completo egoismo. Vi avvicinate a me,
perché? Anche lì io vedo l’egoismo, è per imparare qualcosa.
Quando vi dico che anche io voglio qualcosa da voi, mi rispondete: “Aiutami a
vincere alla lotteria e la metà del denaro la darò alla Fratellanza; fammi
vincere cento mila leva e la metà la darò alla Fratellanza”. Dopo aver vinto!
Così parlano i miei allievi: “Dopo aver vinto…”
Questo non è occultismo, non è fare lo scolaro. Queste idee le dovete mettere
fuori dalle vostre teste. Io voglio da voi il sacrificio per un Dio
assolutamente disinteressato. Siete in grado di capire che cosa significa
disinteressato? In futuro tutti voi dovrete servire in modo assolutamente
disinteressato, senza aspettarvi di ricevere qualcosa in cambio. Voi adesso vi
guardate e dite: “ io sono di sinistra, sono di destra.”. Così volevano anche
gli allievi di Cristo: uno voleva sedersi a sinistra, un altro a destra; e dopo
duemila anni volevano la stessa cosa.
In questo modo non si entra nei cieli di Dio. Se voi volete entrare nel regno di
Dio, questo non è occultismo. Nella vostra coscienza deve nascere un’alta idea.
Se io, come vostro maestro, ho l’idea di approfittarmi di voi, questo non è
alcun insegnamento, è commercio.
Se io non vi ho detto tutta la verità, ci sarà un motivo. Ad un allievo ho detto
la verità e lui ha pianto due giorni; se la dirò ad altri piangeranno per tre
giorni. In questa verità sentirete cose crudeli. A chi entrerà nel regno di Dio,
gli saranno date le più grandi amarezze, sarà messo nei più forti acidi e se si
scioglierà, non sarà per il regno di Dio. Adesso coscientemente vi dovete
preparare. Per che cosa? Per le verità, alle quali il mondo divino vi metterà
alla prova. Molto strano, voi volete entrare nel regno di Dio come ospiti, ma
laggiù non vogliono ospiti.
La ragazza che sta per sposarsi forse pensa che quando entrerà nella nuova casa
ci saranno tre, quattro servi, e lei starà sulla sedia e penserà a cosa vestire,
è così? Suo suocero nel paese vorrà che lei sappia fare il pane, cucinare,
lavare i panni, lavorare la terra.
Noi, gente di spirito, pensiamo spesso, che, quando andremo nei cieli,
prenderanno le chitarre e ci suoneranno una musica, ci canteranno. Ci saranno i
suoni, ma tra i suoni ci saranno tante grandi cose, che si fanno in questo
grande mondo.
E se voi con le vostre opinioni, con le vostre idee pensate di entrare in questo
mondo, vi troverete davanti una grande contraddizione. Immaginate di essere
andati nel cielo e di aver avuto il cibo migliore, la musica migliore, il
migliore divertimento, e all’improvviso verrà un ordine e vi diranno: “Tu adesso
ti alzi e scendi sulla terra e vai da un grande peccatore”. Se farete il muso,
avrete già perso. No, voi dovete alzarvi e con gioia andare da questo grande
peccatore. Se vi si dicesse di fare una cosa simile, fareste il muso.
Per esempio, una persona è seduta alla mia destra e qualcuno la farà alzare
dicendo:
“Una volta sola nella mia vita ho avuto la possibilità di sedermi qui e mi hanno
fatto alzare”- tutti voi, gli allievi, pensate nello stesso modo. Io non dico
che è male, è bello, ma nel mondo divino si dice che Dio può apparire
dappertutto. Dio vi mette alla prova, voi non potete sapere dove lui apparirà e
come lo farà, non lo sapete, perché il problema non sta come Dio ha iniziato ad
apparire ma come finirà.
Immaginate che io v’inviti a casa mia dopo aver cucinato una gallina nel forno e
dopo di che vi dico: “Adesso andiamo a fare una passeggiata di due o tre ore e
dopo, quando torneremo, vedremo. Potremmo anche mangiare la gallina”, che cosa
mi direste di questa proposta? Voi avete fame, non avete mangiato da due o tre
giorni e dopo avervi invitato per mangiare la gallina al forno, vi propongo la
passeggiata. Mi direste: “Ma scusi, proprio adesso dobbiamo fare la passeggiata?”
Voi subito incomincerete a criticarmi dicendomi: “Eh il Maestro!” E dopo se
capirete che questa gallina era malata e vi dico: ” Meglio lasciar stare e fare
la passeggiata invece di mangiare”? Se siete in casa mia, la gallina, con il
profumo che emana, sarà abbastanza attraente per il vostro appetito ed è per
questo che io vi voglio far passeggiare lontano.
In altre parole tutte le attrazioni servono per allontanarvi dai pericoli che
sono nel mondo. Ogni tentazione è cattiva per se stessa, ma se non succederà ce
ne sarà un altra più grande, più cattiva: questo male è venuto, perchè non
succeda qualcos’altro di più grande. Su questo c’è il proverbio bulgaro che dice
“Tra i due mali, scegliere il minore” Come conseguenza tutte le tentazioni hanno
per obiettivo di liberarci dal male, che pende sopra le nostre teste.
Come allievi di questa scuola voi nella vostra coscienza dovete avere
un’immagine chiara di quei cambiamenti, che succedono nel mondo di Dio. Non è
importante che cosa fa la gente, ma com’è fatto il mondo. Lo spirito di Dio che
fa questi cambiamenti, dà a tutta la gente come pensa che sia giusto. Voi dovete
cercare di capire lo Spirito di Dio, non quei piccoli spiriti. Studiate bene
questo spirito, chi ammaestra, chi distribuisce le cose, chi è la sorgente
dell’amore di Dio, portatore della saggezza di Dio, della verità di Dio,
giustizia, virtù. Dovrete sentire questo spirito grande, e se lo sentite non ci
sarà alcun discorso: tutti questi discorsi che facciamo adesso saranno senza
senso.
Giorni fa ho parlato alla prima classe per la trasformazione delle energie.
Immaginate che arrivi un vostro amico e vi offenda profondamente. E’ come ad un
esame; seguite con attenzione per un mese per quanti minuti, giorni o settimane
potete trasformare questa o qualche altra offesa. Non deve rimanere alcuna
traccia di questa, ma se risentite quest’offesa, dovete gioire, sentirvi a
vostro agio. Se studiaste nel frattempo, trasformereste quest’offesa in una
sensazione piacevole- dipende dalla vostra coscienza.
Se entro un mese non la trasformerete, siete lontani. Passato un mese, due, tre,
un anno e di più e secondo la legge del karma, dopo tanto tempo tutto passa, Dio
cancella questo ricordo e voi dite fra voi e voi: ”E finita!”.
Si, ma questo non è un allievo, non ha imparato nulla. Sarebbe tutto a posto se
dopo essere stati offesi riusciste a cancellare l’offesa entro un’oretta e non
solo cancellarla, ma amarla, quella parola. Se siete in grado di farlo voi siete
degli allievi che capiscono tutte le leggi. Ne siete in grado? -( Sì lo siamo).
Gesù, quando dice: “Amate i vostri nemici!”, vuole dire che dovete saper
trasformare l’offesa fatta dal nemico, perché lui, come nemico, quando te l’ha
detto, ti ha salvato da un grande male. Dovrete stare attenti e pulire la vostra
coscienza.
Adesso in una lingua religiosa vi dirò lo stesso: pregate Dio, pregate lo
Spirito Santo, per mettere in pratica lo Spirito di Dio. Se per un mese non
siete in grado di trasformare un’offesa, voi non siete allievi ed il vostro
amore è debole, non è amore di Dio. Nell’amore di Dio che c’è in voi stessi,
questo fuoco dovrebbe fondere tutti gli elementi.
Adesso qualcuno può respirare. All’allievo non è consentito respirare. “Ahia,
ahia !”No, tu devi lavorare. Oggi “ahia”, domani “ahia” e dopo direte: ”Ho
capito, non dirò più “aia” ho capito tutto.”. Io non mi offendo se qualche volta
dite “ahia”, ma controllo se lavorate. Se dicendo non lavorate, penso tra me e
me che questo così non si può risolvere.
Se non prendete il consiglio per tempo, perderete il vostro tempo, cioè finirete
la vostra scuola più tardi. Perché ci sono davanti ai miei occhi gli allievi che
ripetono la stessa classe da quindici anni dicendo: “Maestro, dica qualcosa in
più!” e quando li metto davanti ad un compito più difficile loro rispondono:
“Non ce la facciamo!” E così come volete andare avanti? Adesso io non affermo
che voglio proprio questo, ma in questa scuola tutto è già determinato, è
necessario.
Amare non è un privilegio, è una necessità; essere saggi, non è un privilegio, è
una necessità; amare la verità non è un privilegio, è una necessità. Non dovete
dire “Non posso!”. No, dovete sottomettervi e niente di più, è una necessità. Se
non vi sottomettete a questa necessità, vi aspetta la morte. Perchè uno deve
amare? Se non ama non ci sarà vita, se ama ha la vita. Se non acquistate questa
saggezza, le condizioni in questa vita non appariranno. Altrettanto, se parliamo
dell’amore, della saggezza, della verità, noi capiamo la necessità della vita di
Dio.
Non dovete chiedervi perché, ma dovete dirvi tra voi e voi: “Io devo amare, devo
essere intelligente, amare la verità – questa è la mia necessità, questo viene
da Dio, è dentro di me, non ci possono essere eccezioni”- e così che dovete
pensare. Qualcuno dice: “Perché dobbiamo amare?”- E necessario amare.- “Ma
perché dobbiamo amarlo se lui è cattivo?”- E’ necessario.- “Ma lui è così”- E’
necessario, lo dovete capire – Il volere di Dio è questo.
Ma voi potete capire che cosa è il volere di Dio? Se non vi sottomettete, questo
porterà via tutto; se invece vi sottomettete, si fermerà. Dio non prenderà in
considerazione i capricci dei bambini, non vi darà una risposta al perché e al
come. Dovete sapere: è necessario. “Perché devo amare ?”- è necessario; ” Perché
devo essere intelligente?”- è necessario. Così dovete pensare e nella vostra
coscienza devono rimanere così queste cose per sempre. E non solo nella vostra,
ma anche in quella degli altri. Che cose insegnate voi? Dovreste dire: ”E
necessario amare!”
“Che cosa altro insegnate?-“ E necessario essere saggi!”- Altro?- “Non devi fare
le cose stupide!”- Altro, che cosa altro insegnate?- “E necessario sapere la
verità!” Questo è il nostro insegnamento: “è necessario” non significa “quando
sono disposto”.
No, dovete amare e niente altro in più. Niente sono disposto o no, ma per ordine-
“è necessario“ punto e basta. Vi dovete sottomettere- se rifiutate, tutto sarà
finito. E adesso tutti i mali del mondo non sono nient’altro che questo, che il
mondo invisibile vuole ricondurre alla ragione la gente sul fatto che “è
necessario”.
Questo adesso è la parte intelligente del problema- così come il problema è dal
punto di vista occulto. Se tutto ciò “è necessario” dal punto di vista di Dio-
le cose dovute sono più facili da fare. Per esempio, è necessario mangiare. E’
difficile?No è facile. E’ necessario bere dell’acqua. E’ difficile bere
dell’acqua? No, è facilissimo, sorso dopo sorso e finirai, solo devi prendere il
bicchiere e portartelo alle labbra. Queste sono le cose più facili.
Adesso queste discussioni, che sono tra voi, provengono dal fatto che ci sono
altri esseri nel mondo, i quali con i loro pensieri oscurano la coscienza
dell’uomo. Spesso la coscienza dell’uomo si oscura e lui non è capace di fare la
differenza tra un pensiero e un altro, tra un sentimento ed un altro- dice: “Io
la penso così”, l’altro: “Io la penso cosà, dai concordiamoci!” Non c’è in che
cosa concordarsi: nell’amore non ci sono contraddizioni, basta amare.
Chiederesti: “Ma come devo amare?”
Vi darò un esempio: quando nascono gli anatroccoli, la loro madre insegna loro
forse come nuotare? Ancora appena nati, sanno come nuotare; la loro madre
insegna loro forse come mangiare? Loro lo sanno dall’inizio. Anche a voi dico,
voi appena usciti dal guscio, sapete come nuotare e mangiare. Se mi
rispondereste che non lo sapete vi risponderei che mi volete far divertire. Io
vi parlo di una verità, che si trova nel profondo della vostra anima e che voi
siete in grado di conoscere. Così come il pulcino è capace di mangiare e
l’anatroccolo sa nuotare appena nato, così anche voi sapete.
La mamma-anatra dice: ”Klok, klok”-tradotto significa: “Tu devi lavorare così,
come è scritto dentro di te.” Arriva l’anatroccolo fino all’acqua e la mamma
dice: ”Kvak, kvak”-questo significa: ”Così come è scritto nel libro di Dio devi
nuotare.” Se voi mi chiederete: ”Come dobbiamo amare?”; io vi risponderò:
“Kvak-kvak”-così come è scritto nel libro di Dio. Non ci sarà nessuna
discussione, aprirai il libro e lo leggerai. Se tu ti fermi e comincerai a
pensare in modo filosofico, non entrerai mai in acqua.
E così, instillatevi il pensiero, che i pensieri e le idee fondamentali di Dio
sono già scritti in questo libro e ognuno di voi può leggere da lì, basta
volerlo. Osservate bene i pulcini, gli anatroccoli, quando sentono la voce della
mamma si riuniscono, la ascoltano, e si sottomettono, cioè, quando lei li chiama
loro la ascoltano. Va bene, se Dio vi chiama e voi non lo sentite, perdereste.
Se la vostra mamma vi chiama, dicendo “klok, klok”, e voi non ci siete,
perdereste non è vero? Quando vi dice: ”kat, kat” e voi siete in ritardo tutta
la roba da mangiare è finita. Dite tra voi e voi: ”Ci sarà tempo nel futuro”.
”Non c’è tempo, tutto è già determinato. Il pulcino non può allontanarsi da sua
madre a grande distanza, ma solo di un passo, due, dieci, quindici passi, ma a
cento non può perché si perderà. E anche noi nella nostra coscienza non possiamo
allontanarci da Dio. Voi dite: ”Io mi allontanerò da Dio”si, ma quando andrai
lontano da tua madre e lei ti chiama “kat, kat”, non sentirai.
Nella nostra coscienza dobbiamo essere ad una distanza tale dal mondo, che nelle
condizioni di Dio ci sia possibile sentire che cosa ci dice lo spirito, che cosa
dice nostra madre, sentire subito che cosa vuole e fare subito la sua volontà.
Non dovete pensare alle conseguenze, perché nella necessità tutto è per il bene.
Finito alle 8.50 ore.
Preghiera segreta.
traduzione CristinaBassi- www.thelivingspirits.net